Lungo il corridoio un'infermiera mi mostra come aggirare la porta chiusa
del reparto. Trovo mio Fratello nella penombra del corridoio. -Come va?- gli chiedo. -Respira male- mi dice. -Di tanto in
tanto alza le braccia come per afferrare qualcosa.- Entro nella stanza; la numero tre. Mi siedo sul fondo della camera
dove i muri, unendosi ad angolo, confortano e rassicurano.
A sinistra la finestra. Fuori, un muro in mattone rosso faccia-vista, mi nega ogni possibile consolazione; dentro, le
luci notturne impediscono ogni qualsivoglia agire. Di fronte, mio Padre. Ostinatamente, strappa pezzi d'aria alla stanza;
testardamente la ritorna fuori, e di nuovo ne ingurgita un brandello, e di nuovo ne vomita un filo. E ancora un poco, ancora
un poco. Freme nel caciarla fuori. Spasima nel ricacciarla dentro, e ancora, e così d'accapo, e così di nuovo, e ancora,
ancora, ancora... Dio Santo prendilo ti prego!
...
Suono il campanello. Vado incontro ad un giovane infermiere. -Non vedo più battiti- gli dico.
...
Lo fisso negli occhi. -Sta morendo- mi risponde. E m'accarezza l'anima.
Guastalla 11/Giugno/2014 ore 01:15
Luciano
da "La cognizione del dolore" di Carlo Emilio Gadda
Lasciamola tranquilla disse il dottore, andate, uscite. Nella stanchezza senza soccorso in cui il povero volto
si dovette raccogliere tumefatto, come in un estremo recupero della sua dignità, parve a tutti di leggere la parola
terribile della morte e la sovrana coscienza dell’impossibilità di dire: "Io".
L’ausilio dell’arte medica, lenimento e pezzuole, dissimulò in parte l’orrore. Si udiva il residuo d’acqua ed
alcool delle pezzuole strizzate, ricadere gocciolando in una bacinella ed alle stecche della persiana già l’alba.
Il gallo improvvisamente la suscitò dai monti lontani perentorio ed ignaro come ogni volta. La invitava ad accedere
e ad elencare i gelsi, nella solitudine della campagna apparita.
da "Il tempo è un dio breve" di Maria Pia Veladiano.
E' una grazia essere vicino alla vita quando si compie... La morte è la porta del cielo e ogni tanto, quando qualcuno muore,
il Signore si affaccia e ci dice qualcosa se siamo lì vicini.
A ciascuno quel che gli serve, in quel momento.