I Copellini Gallery
Settant’anni di Scatti in bianco e nero, a figgere particelle di tempo, attimi di casualità. Scatti banali, retorici, usuali, prevedibili, sbagliati. Poi improvvisamente infiniti, originali, profondi, geniali... E così via via, uno dopo l’altro, in fila pacifica, senza meta, senza fretta. Il sordo ronzio dello scanner, lo scorrere veloce dei byte lungo il cavo, l’irrequietezza della penna sulla tavoletta.
È un brivido, un piacere, una nostalgia. Spaventa, inquieta, accarezza, percuote, irrompe. Strisce di cellulosa che dal cassetto prendono vita. Indomabili, s’agitano, scalpitano, si contorcono, s’arrotolano, sfuggono. Passato e presente indistinguibili, l’uno nell’altro.
Volti noti, Nomi perduti, Gioventù ataviche, le vecchie Compagnie, gli antichi amori. E ancora il Po, le Valli, le Vetuste Mura, i Cortili, gli Oggetti quotidiani... I Giocattoli di un tempo, un Gatto, un Cane.