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Il "Sas de Stria" Sasso degli Austriaci permetteva di controllare sia la Strada delle Dolomiti che l’accesso alla
Val Badia; serviva da protezione laterale del conteso settore Monte Siet - Col di Lana, e sul passo Falzarego Lagazuoi.
Il possesso della sua vetta garantiva perciò un posto d’osservazione altamente strategico. Per questo il governo
austriaco aveva previsto per questa montagna una dotazione di 2-4 obici blindati a lunga gittata. Il forte “Sasso
di Stria” avrebbe dovuto prendere in consegna la difesa della Sella Sief, della Strada delle Dolomiti fino a Cortina
d’Ampezzo e appoggiare di fianco le operazioni sul Col di Lana. Era previsto inoltre un grande osservatorio protetto
da una cupola corazzata. La mancanza di fondi fece sì che i piani rimanessero sulla carta. All’inizio delle ostilità
gli Austriaci, sul Sasso di Stria, non disponevano che di alcune trincee e di un osservatorio.
Il 14 giugno del 1915 un breve ma intenso fuoco dell’artiglieria italiana bersagliò la montagna, che allora
era presidiata da un plotone di Genieri agli ordini dei Cadetto Scheibeck. Gli Italiani riuscirono a penetrare
nelle trincee austriache della selletta e fecero prigioniera la guarnigione. La montagna più importante sembrò
definitivamente perduta. Il procedimento della cattura non poté mai essere chiarito.
Il 16 giugno una pattuglia austriaca riuscì a riconquistare la selletta del Sasso di Stria e a ripristinare le
vecchie postazioni, che furono ampliate con trincee e parapetti lungo tutto lo stretto dorsale della montagna. Un
sistema di cunicoli a raggiera portava alle caverne.
L’8 agosto 1915 diversi battaglioni della Brig. Reggio tentarono di sfondare le linee austriache dal passo Falzarego
verso la stretta del passo Valparola con l’obbiettivo di conquistare il forte Tre Sassi. Ma l’attacco, sotto il fuoco
concentrato dell’artiglieria piazzata sul Sasso di Stria, e dalle postazioni di In Tra i Sass, dovettero rientrare.
Il giorno seguente le truppe italiane assaltarono direttamente il Sasso di Stria. Preceduti dal fuoco tambureggiante
dell’artiglieria, i battaglioni italiani partirono all’attacco. Coperti dai tiri precisi delle batterie, i Bersaglieri
s’accostarono alle postazioni austriache, penetrarono in diverse trincee facendosi strada con il lancio di bombe a mano.
I soldati austriaci, passati al contrattacco, li respinsero.
Agli attacchi in massa subentrarono le aspre schermaglie fra, tiratori scelti e piccole pattuglie. Il maggior peso
degli attacchi lo dovette sopportare la selletta, postazione austriaca situata sotto le pareti del Sasso di Stria,
direttamente sopra il Passo Falzarego. Soprattutto il servizio di rifornimento andava incontro a grosse difficoltà;
doveva infatti percorrere vie esposte e scoperte. Ben presto le perdite fra i portatori furono superiori a quelle
della guarnigione. Solo il completamento della galleria di raccordo (iniziata già in estate 1914 Galleria Goiginger)
fu possibile assicurare un regolare rifornimento alla postazione avanzata.